Sento spesso parlare di sogni e di come sia possibile raggiungerli.

Probabilmente il primo passaggio è sognare scenari o sarebbe meglio dire obiettivi raggiungibili, ma farlo con eccessiva ponderazione, limita estremamente la leggerezza e quel senso di benessere insito nel sogno stesso, quindi mi ritrovo ad inseguire sogni alla mia portata anche se estremamente complicati.

Così due anni fa ho passato il periodo festivo per realizzare il primo sogno chiamato MIA, l’estate scorsa le ho messo lo Starplat e quest’anno le ho dato il Dicodes.

Sono giornate calde, impegnative e il peso di sentirsi tutto sulle proprie spalle si fa sentire.
Si fa sentire il desiderio di non limitarsi a confermarsi per chi già ti conosce, ma di migliorare ulteriormente ogni dettaglio di quel che ti rappresenta.

Le idee senza la giusta perseveranza, rimarrebbero a fluttuare nell’aria senza essere tangibili e visto che l’evoluzione di un prodotto parte in primo luogo da chi lo ha realizzato, cerco di risolvere quotidianamente le mie fragilità, per trasmettere a tutto ciò che faccio quello che sono oggi.

Ringrazio chi da tempo mi è vicino facendomi sentire la sua stima e chi ha deciso di affiancare a ciò che già possiede una MIA.

Federico